mercoledì 26 maggio 2021
I nostri incipit puntata 04 - Da dove sto chiamando di Raymond Carver (c...
martedì 25 maggio 2021
Friends e il fantastico viaggio di H.G. Wells
Il Viaggiatore nel Tempo (sarà opportuno chiamarlo così) era intento a illustrarci un argomento molto oscuro. Gli occhi grigi brillavano vivaci; il volto, generalmente pallido, era acceso e animato. Il fuoco brillava allegro; il tranquillo riverbero delle luci incandescenti nei gigli d’argento colpiva le bollicine che apparivano e scomparivano nei nostri bicchieri. Le poltrone, brevettate da lui, ci abbracciavano e accarezzavano, senza cedere al peso del corpo; dominava quella piacevole atmosfera postprandiale, quando il pensiero vaga amabilmente libero dalle pastoie della precisione. E mentre ce ne stavamo lì seduti, in pigra ammirazione davanti all’ardore con cui illustrava il nuovo paradosso (tale lo consideravamo) e davanti alla sua eloquenza, così lui parlò sottolineando i punti principali con l’indice magro...
Così iniziava il romanzo di H.G. Wells "La macchina del tempo", erano i primi passi che avrebbero accompagnato il lettore in un viaggio fantastico. La fantascienza della seconda metà dell'ottocento ha un nonsoché di magico un mix tra speranza e immaginazione che a leggerla oggi ci provoca un senso di tenerezza verso quegli uomini tanto ottimisti da vederci menti sopraffine più di quanto non siamo.
Ma cosa ha a che fare H.G. Wells con Monica, Chandler & Friends?
L'illusione.
Sono passati ventisette anni dall'inizio della più famosa sit-com televisiva, i protagonisti
Ecco cosa hanno in comune "Friends" e H.G. Wells, ci hanno regalato l'illusione di poterci muovere nel tempo a nostro piacimento. Questa è la forza di opere scritte in modo perfetto, l'immortalità. Far credere al lettore o allo spettatore che il tempo non sia mai passato, almeno finche la realtà non bussa alla porta, come sta avvenendo in questi giorni. Il 27 maggio su Fox ci sarà "Friends Reunion" uno spettacolo attesissimo dai fans un ennesimo ritorno al passato con la consapevolezza di rimanere nel presente. Saltano tutti i paradossi temporali e ci ritroviamo invecchiati di diciassette anni (ultima puntata della serie il 4 luglio 2005) in un istante. Un brusco risveglio che lascia il sapore amaro e dolce del tempo che passa. Dopo il 27 maggio saremo consapevoli che non esiste una macchina del tempo e se esiste ci riporterà sempre ad un presente che bene o male ci appartiene e ci accompagnerà fino alla fine.
martedì 18 maggio 2021
Ora, forse, sarai crisalide
Un altro tassello della nostra giovinezza si è sbriciolato, lasciandoci tra le dita i cari ricordi legati alle sue opere. Troppo riduttivo chiamarle canzoni. Ci sono artisti che hanno il potere di esserci senza presenziare, Franco Battiato non era un assiduo frequentatore delle televisioni e di questo gliene saremo per sempre grati. Sapevamo però che c'era ed era una certezza confortante, un porto sicuro in cui approdare nei momenti di burrasca. Ora che una misteriosa malattia ha spazzato quel porto, siamo alla mercé dell'ignoto. Le sue parole, però, rimangono e possiamo usarle come una scialuppa, naufraghi e orfani di tanta poesia.
Franco Battiato non ha voluto dare un nome al male che lo ha strappato a questa vita, ma ognuno di noi sa benissimo di cosa si tratta ed è una delle malattie più crudeli che esistano, una malattia che annulla l'umanità dell'individuo, riducendolo ogni giorno di più a trasformarsi in una scatola vuota. Si riconosce dallo sguardo di chi ne soffre e fa male, ti devasta l'anima anche se fai di tutto per non darlo a vedere, soprattutto al malato. Si cerca di esorcizzare, banalizzare il male cercando di ironizzare, ma lui infido continua la sua strada e lentamente spazza via tutto, lasciando solo un profondo senso d'impotenza. Comprendo la riservatezza dei parenti che hanno, prima di tutto, voluto salvaguardare la dignità dell'uomo.
Vorrei per un attimo assecondare il suo pensiero e credere che in questo momento sia sotto un altra forma, rinato dalla sua stessa morte: gabbiano, delfino, palma, lupo, crisalide o ulivo. Con questo pensiero riesco a trovare la serenità d'animo di cui ho bisogno e che mi permette di poter continuare ad ascoltarlo senza chiedermi nulla. Inutile farsi le domande esistenziali che vengo a galla in questi momenti. Siamo Uomini, e le due cose più naturali che facciamo non possiamo preventivarle: la nascita e la morte. Quando veniamo al mondo saliamo su una giostra che non si fermerà mai, anche quando noi, in un modo o nell'altro, verremo buttati fuori; la giostra continuerà a girare come se nulla fosse.
Vorrei augurargli buon viaggio, ma non avrebbe senso, il viaggio lo stiamo facendo noi portandoci dietro tutto quello che ci ha lasciato. Quindi buon viaggio a voi, buon viaggio a me che vorrei superare le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
…ma in fondo al nostro cuore sappiamo benissimo che non invecchierà mai.
Luca Albanese
sabato 15 maggio 2021
Le Interviste del Collettivo Creativo Latina - Dialogo con Paolo Pasquini sull’undicesima edizione del Festival Dantesco.
lunedì 10 maggio 2021
Il libro inchiesta più misterioso dell'editoria italiana
Nel 1975 (data plausibile ma non certa) uscì un libro pubblicato da una fantomatica casa editrice denominata EGR. Il volume, scritto da Fabrizio De Masi (pseudonimo) s'intitola "L'uragano Cefis". Una sorta di biografia non ufficiale di uno degli uomini più influenti dell'economia italiana negli anni 60-70. Di lui non esistono ne interviste ne apparizioni in pubblico. Un libro inchiesta che getta sul personaggio un'ombra inquietante dipingendolo come un burattinaio che ha mosso i fili dell'economia e della politica italiana durante gli anni di piombo. Su di lui ha indagato anche Pier Paolo Pasolini a detta di molti ucciso a causa del libro che stava scrivendo e che non è mai riuscito a terminare: Petrolio.
Ma chi era Eugenio Cefis?
Fu consigliere dell'AGIP, presidente dell'ENI dal 1967 al 1971, succeduto a Enrico Mattei, e presidente della Montedison dal 1971 al 1977. Nel 1963 venne insignito dell'onorificenza di Cavaliere di Gran Croce, massimo riconoscimento della Repubblica Italiana. Il Governatore della Banca d'Italia Guido Carli lo definì esponente della cosiddetta borghesia di Stato; per i giornalisti Eugenio Scalfari e Giuseppe Turani (che scrissero un libro su di lui) era una personalità della razza padrona dell'epoca.
Per il suo ruolo nella P2 e i forti sospetti avanzati da Mauro de Mauro e Pier Paolo Pasolini su un suo coinvolgimento nell'attentato a Enrico Mattei, è una delle figure più controverse del mondo imprenditoriale italiano.
Pier Paolo Pasolini si interessò al ruolo di Cefis dopo aver letto il discorso che tenne all'Accademia Militare di Modena il 23 febbraio 1972 sulla rivista di psicoanalitica L'erba voglio di Elvio Fachinelli intitolato La mia patria si chiama multinazionale: Cefis descriveva l'imminente nascita della finanza multinazionale e il tramonto delle economie nazionali (questo sarà il contesto del romanzo Petrolio); in più chiedeva una riforma costituzionale verso un presidenzialismo autoritario, cosa che avrebbe escluso per sempre il PCI dalla partecipazione al governo del Paese. Quel discorso lasciava intravedere la possibilità di colpo di Stato, un «tintinnio di sciabole». Fu lo stesso Fachinelli a donare a Pasolini nel settembre del 1974 la copia della rivista con il discorso di Cefis, insieme a un'altra fonte: il libro Questo è Cefis, l'altra faccia dell'onorato presidente pubblicato nel 1972 dall'AMI (Agenzia Milano Informazioni) scritto da Giorgio Steimetz (pseudonimo dello stesso proprietario dell'AMI Corrado Ragozzino). Pasolini aveva intenzione di inserire integralmente il discorso tenuto da Cefis tra le due parti del romanzo Petrolio.
Proprio in Petrolio Pasolini descrive in modo estremamente dettagliato il passaggio dell'ENI-Montedison da impresa nazionale a multinazionale; esplicitamente nel romanzo richiama l'attenzione del lettore su questo processo di trasformazione all'interno della struttura di potere dell'ENI e sul ruolo chiave giocato dal protagonista Aldo Troya-Eugenio Cefis[:
«Ora, se l'ENI era un'azienda, era anche un 'topos' del potere [...]. C'era stato in quegli anni [...] un oscuro spostarsi di pedine in un settore importante per un organismo di potere, statale e insieme non statale com'era l'ENI: il settore della stampa [...]. Su questo punto vorrei richiamare l'attenzione del lettore: infatti Aldo Troja, vicepresidente dell'ENI, è destinato a diventare uno dei personaggi chiave della nostra storia.» |
| (Pier Paolo Pasolini, Petrolio, appunto 20, p.90) |
Petrolio è il romanzo-inchiesta (uscito postumo nel 1992) al quale stava lavorando poco prima della morte. Pasolini ipotizzò, basandosi su varie fonti, che Cefis alias Troya (l'alias romanzesco di Petrolio) avesse avuto un qualche ruolo nello stragismo italiano legato al petrolio e alle trame internazionali.
[da wikipedia]
Ma torniamo al libro fantasma. L'unica copia superstite sembra sia in possesso di Marcello Dell'Utri e conservato nella sua biblioteca milanese di via Senato. La casa editrice sembra fittizia, il libro è consultabile su richiestae risulta in buono stato. Il libro presenta date, cifre e nomi, un lavoro certosino e completo sul misterioso personaggio. Dell'Utri inoltre era venuto in possesso di un capitolo fantasma del libro di Pasolini, durante un intervista dichiarò:
«Una mattina, era il 2010, stavo per inaugurare un evento alla Biblioteca di via Senato. Io ero nel cortile del palazzo. Dentro c'erano i giornalisti e gli invitati, quando una persona mi saluta e mi dice che ha una cosa per me. Le carte originali di un capitolo mancante di Petrolio, Lampi su Eni. Mi mostra un fascicolo, lo sfoglia e io, più che vedere, intravedo dei fogli e la carta carbone... Gli dico che in quel momento non posso fermarmi con lui, di richiamarmi il giorno dopo, che sono curioso e la cosa mi interessa. Poi commetto l'ingenuità, subito dopo, di parlare di quei fogli in conferenza stampa, e di dire che li avrei esposti alla Mostra del Libro antico che ci sarebbe stata di lì a poco... A quel punto esplode il caso sui giornali e quella persona, spaventata, scompare... Oggi non saprei neppure dire se le carte erano vere o false». [da un articolo de "Il Giornale" firmato Luigi Mascheroni]
Il libro, comunque, sembra essere stato scritto a scopo ricattatorio, quindi va preso con le pinze. Tra le tante accuse a Cefis c'è anche quella di essere stato il mandante o uno dei mandanti dell'omicidio Mattei.
Insomma, l'ennesimo mistero italiano su cui probabilmente non si farà mai chiarezza. Rimane un libro, un libro misterioso che racconta (forse) una verità scomoda e difficile da digerire, un viaggio nei sobborghi di un'Italia da dimenticare.
martedì 4 maggio 2021
Star Wars - il romanzo
Quando nel 1975 George Lucas aveva pronta la sceneggiatura del suo nuovo film di fantascienza "Star Wars" pensò bene di prendere un ghost writer, Alan dean Foster, e scrivere un romanzo. Siccome il libro si rifaceva alla versione originale della sceneggiatura, alcuni episodi che leggiamo non sono presenti nel film.
Ecco le differenze tra libro e film (fonte Wikipedia)
- Nella prima edizione, la famosa frase d'apertura che apre ogni film di Star Wars, "A long time ago in a galaxy far, far away..." ("Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...") non è presente nel romanzo.
- Le maggiori differenze si situano nel prologo del romanzo, che si dilunga nello spiegare la storia precedente agli eventi narrati nel film. Presentato sotto forma di un estratto dal Journal of the Whills (Diario dei Whills), il prologo contiene il primo riferimento in assoluto al vero nome dell'Imperatore, Palpatine. La sezione racconta come l'ambizioso senatore Palpatine riuscì a prendere il potere facendosi eleggere Presidente della Repubblica per poi autoproclamarsi in seguito Imperatore. In questa prima descrizione, comunque, il personaggio di Palpatine appare maggiormente come una vittima delle macchinazioni dei burocrati dell'Impero piuttosto che come il "burattinaio" dietro il complotto. Ciò si deve al fatto che George Lucas all'epoca non aveva ancora sviluppato compiutamente il personaggio di Palpatine, lasciando carta bianca a Alan Dean Foster di descrivere l'Imperatore dal suo punto di vista. La concezione di Lucas del personaggio continuò ad evolvere nel tempo, fino a quando decise che Palpatine era il maestro di Dart Fener e divenne la vera personificazione del male in L'impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi.
- Molte altre parti del romanzo deviano dalla trama principale del film, includendo scene girate ma mai montate nella versione finale della pellicola. Tra queste citiamo la celebre scena dove Luke Skywalker e i suoi amici si ritrovano alla Tosche Station di Tatooine. È inoltre presente la scena del confronto tra Ian Solo e Jabba the Hutt che poi Lucas volle inserire nella Special Edition del film nel 1997; tuttavia, nel romanzo Jabba è descritto come "un grande e grasso bipede con un cranio peloso segnato dalle cicatrici", molto diverso da come apparirà in seguito ne Il ritorno dello Jedi.
- Ad un certo punto, Ian Solo menziona un suo amico Corelliano di nome Toccnepil (Lippincot al contrario). Trattasi di scherzoso riferimento a Charles Lippincott, al tempo a capo della divisione marketing di Guerre stellari.
- Altri vari dettagli minori presenti nel romanzo rispetto al film sono i nomi in codice utilizzati dai ribelli durante l'assalto alla Morte Nera, il termine ufficiale con il quale ci si rivolge ai robot è "meccanici" mentre viene lasciato intendere che "droidi" è solo un termine in slang, Obi-Wan Kenobi fuma la pipa, e nella scena dove difende Luke dagli alieni nel bar-cantina di Mos Eisley, affronta tre creature e non due, e ne taglia uno a metà con la spada laser prima di mozzare il braccio al terzo. Chewbecca viene descritto con brillanti occhi gialli. L'Ammiraglio Motti, l'uomo strangolato da Dart Fener nella sala riunioni della Morte Nera, non è presente nel libro, sostituito invece da un personaggio di nome Romodi, con molte cicatrici in volto. Il numero di riferimento del soldato Stormtrooper a guardia del Millennium Falcon è THX-1138 (riferimento all'omonimo film di Lucas), e non TK-421 come nel film. Il Grand Moff Tarkin è presente mentre la Principessa Leila viene torturata. La distruzione di Alderaan non è descritta nel romanzo.
- Anche la morte di Obi-Wan Kenobi è diversa, poiché è Dart Fener che lo sconfigge in duello e non è lui stesso che si lascia uccidere, per fornire un diversivo a Luke e agli altri per fuggire dalla Morte Nera. Inoltre nel libro ci si riferisce a Dart Fener con il titolo di Signore dei Sith, appellativo presente in vario merchandising dell'epoca, ma mai propriamente nominato nella trilogia originale. Infatti, il termine Signore dei Sith venne menzionato per la prima volta solo nel 1999 in La minaccia fantasma.
- In Guerre stellari, durante la battaglia finale, il caccia X-Wing di Wedge viene danneggiato da Dart Fener, costringendolo ad uscire dalla mischia, e quindi Biggs viene ucciso da Fener e dalla sua squadriglia. Nel romanzo invece, Biggs resta ucciso in battaglia, e solo dopo Wedge è costretto a ripiegare, a causa di un malfunzionamento del suo caccia.
- Alla fine del romanzo, oltre a Ian e Luke, Leila consegna una medaglia anche a Chewbecca, anche se deve mettersi in punta di piedi per mettergliela al collo.
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domenica 2 maggio 2021
I nostri incipit puntata 01 - Biscotti allo zenzero di Rebecca Caggiari...
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